Babylon A.D. recensione

Per partire con Vin Diesel in un film di fantascienza che ritrae un probabile e inquietante futuro, bisogna mettere in conto che non sarà un filmone indimenticabile, nè lascerà segni negli annali a venire. Un sci-fi da tanta azione, un buon cast, una settantina di milioni di budget. Però insieme al soggetto di partenza, Babylon Babies, ci sono ottimi elementi per trarne un film che si lascia guardare e magari in grado di regalare qualche sorpresa. Niente. Il “thriller dell’anno” come recita il trailer rivela un Babylon A.D. assolutamente piatto e compresso da risultare inconsistente. Le 600 pagine da cui proviene sembrano ridotte ad albo allegato a un numero speciale… In pratica nessun punto della trama viene sviluppato e in 90 minuti il film vola chissà dove lasciando di stucco. Vorrei soffermarmi sullo stucco, perchè il comparto tecnico è realizzato molto bene e come già detto c’erano le premesse per lavorarci sopra, ghiotte e interessanti, difatti qualcosina si scorge. Dopo una rapida ricerca in rete scopro che in realtà il pasticcio è frutto proprio del produttore, ovvero la FOX, dove lo stesso Kassovitz (il regista) punta il dito e bolla inesorabilmente il film come “pure violence and stupidity” e “parts of the movie are like a bad episode of 24.” Purtroppo ha ragione, lo stucco diventa così amaro per una occasione buttata alle ortiche.

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