Harry Potter e il Principe Mezzosangue recensione.

Ancora una volta esco soddisfatto dall’ultima trasposizione per il grande schermo della saga Potteriana, rimanendo un pò perplesso quando in giro si legge (o si sente) il solito fanboysmo che spara a zero, in rigoroso e maccheronico essemmessese, del perchè manca una scena piuttosto che un’altra, l’inquadratura che non va bene e la noia mortale perchè non ci sono i combattimenti. Torno a dire che un adattamento da libro a film non risulterà mai fedele, anzi fin da subito è nell’intenzione dello sceneggiatore (e del regista). Si tirano fuori centinaia di milioni di dollari per metterlo in piedi e di tale avviso lo sono sia produttori che la stessa Rowling: questa scelta porta sempre i suoi frutti, che piaccia o meno. Ad ogni modo chiusa la parentesi, Kloves torna a stendere il penultimo capitolo con le solite libertà e sacrifici per renderlo fruibile ai meno avvezzi del cartaceo e sì, diciamolo, anche per contenere i costi. La responsabilità resta alta perchè si deve introdurre la conclusione, splittata in due parti per favorire gli anni fiscali della Warner (19 Novembre 2010 e 15 Luglio 2011) che si poggiano su singoli blockbuster da 900 milioni di media. Devo dire che non ho trovato falle narrative nè tantomeno mi ha infastidito la virata verso i conflitti sentimentali dei protagonisti, più dell’universo dark su cui poggia la vicenda (comunque equilibrato nella narrazione e in grado di stuzzicare la visione). Anzi devo confessare che questo tipo di cambio diverte e coglie uno spirito del romanzo rimasto sempre in disparte. In pratica si sono voluti preparare i fuochi d’artificio oramai prossimi così realmente “tutto non sarà come prima”. Tecnicamente parlando grandi elogi, fotografia e impianto scenico sono una vera gioia per gli occhi e regalano sequenze spettacolari e memorabili. Il taglio di Yates non sfigura, confermando di saperci fare e garanzia visto che chiuderà la saga. Insomma non resta che aspettare la conclusione.

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