recensione Spiderman 3

Spiderman 3 è il risultato di un regista che ha diretto un film da oltre 300 milioni di dollari. Di budget. E non poteva permettersi errori. Perfettamente comprensibile come alla fine sia facciata tecnica e poca sostanza, con ritmo discontinuo e spreco di un cast convincente, tra cui spicca Maguire che proprio non si rende conto di essere l’Uomo Ragno. Questo colossal campione d’incassi si ferma qui. Mirabolanti sequenze, combattimenti esasperati ed altamente spettacolari, cadute di stile che sfiorano il ridicolo, prevedibilità. Molto alla buona. Non sono un appassionato della branchia Marvel ma credo che ogni buon fan griderà allo scempio di fronte a un mancato sviluppo sulla psicologia dei personaggi e in primis Venom. E la libertà che si è preso Raimi, anche se ci può stare. Colpa della tanta carne sul fuoco, troppa roba che si vuole raccontare a tutti i costi.

In questo enorme frullato disomogeneo, il risultato finale lascia perplessi. Con lo spettro dell’occasione mancata per chiudere alla grande.

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