Archivi categoria: Aforismi citazioni e composizioni

Frammenti di deliri alcolici e qualche aforisma…

Damage Control Surgery

Se mi volto noto solo una cosa. Ho fatto una marea di cazzate. Molti spesso dicono che se capitasse, ripeterebbero gli stessi errori. Io dico no. Zio porco. Se potessi, tante cose le cambierei, prenderei decisioni diverse, sapeste le maree di casini che eviterei, gli imbarazzi e le occasioni perse. Magari andrebbe meglio. Magari non sarei qui. Magari mi si prospetterebbero opzioni differenti e maggiormente funzionali e adattabili ai miei interessi. Invece ora sono qui a scrivere di occasioni perse o per la mia ottusità nemmeno partite. Preferisco perdermi in un mare di assurdi costrutti che tracciare i fili del destino. Se le Parche filano in un determinato modo, non ci posso fare niente. Vacca brutta storia l’auto commiserazione. Per inciso, non serve a un cazzo nemmeno questo. Non saprei nemmeno cosa pretendo di ottenere in cambio. Via ecco un paio di deliri da sbronzo duro. E non maledico chi mi ha messo così. Anzi potrei anche pagargli da bere…

Time Collapse

Non ho proprio uno stracazzo di niente di deplorevole. Semmai sono altri che dovrebbero farsi qualche domanda. Onestamente la comprensione dei meccanismi del cervello delle persone l’ho lasciato perdere da un pezzo. Per questioni di probabilità evidentemente mi sono solo capitate persone di merda. Sfiga? Probabile. Gente che entra e sparisce nel nulla, senza perché. Gente che ti ignora senza un motivo, o forse a me sfugge. No però prima ti caga a 360 gradi, di tutto, sembra che qualcosa scatti e si evolva poi di punto in bianco badabum! Ammetto una parziale colpa. Solitamente divento un parziale pezzo di stronzo. Mi comporto acido. Naturale. Impiego denaro e risorse senza tornaconto pratico. Cioè, non ricavo un tubo di niente. Scusa. Mi sbatto come un pirla per l’anima del cazzo. Che dovrei fare? Prima o poi te lo faccio notare. Ma ogni azione sfocia in una reazione. Invece di indagare il tutto sfuma nella nebbia. Ehi. Spiegatemi! Se ho fatto qualche cazzata, ditemelo! E’ solo una fottuta scialacquata di tempo e denaro, siccome mi comporto sempre da signore. Difatti sto seriamente pensando di mandarle un messaggio con scritto VAFFANCULO, ennesima volta, mica la prima. Dai mi vedi e per striscio non mi saluti nemmeno… Lo schermo è touch ergo non vi sono tasti scolorati, cosicché non devo neanche sbattermi per trovare le parole. Magari perderà quei 10 secondi a capire il perché. Mah. Poi mi ricredo. Niente fanculismi. Le regalerei attenzione che non merita. E la aggiungo assieme alle altre passate degli ultimi giorni… Mesi… Anni… La costellazione si riempie, ma la tela è ampia da ospitarne ancora. E un altro strato di roccia si posa dove non dovrebbe.

Cedimenti…

La spinta nulla. Devo trovare la carica di partire, ancora una domenica piena di impegni e io non ce la faccio, troppi bagordi ieri sera, troppi martini, troppi aperitivi… non credo la colpa sia solo della polenta e cinghiale, ma deve avermi steso quel dannato amato odiato lagavulin… fatto sta che il concetto di scollegato mi si addice proprio… niente di meglio di un pò di funky prima di uscire che mi spetta pure un pranzo. E senza sboccare ovvio, sembrerò fresco come una rosa…

Never give up…

In bilico tra malinconia e stanchezza mentale, con la risoluzione del nulla mi appropinquo alla giornata che mi aspetta con decisa malavoglia. Sogni e speranze si accartocciano di fronte al futuro, che sia oscuro o perso dentro uno scotch alle tre di mattina ha poca importanza. Ci sono persone intorno al mio ecosistema che provocano solo disappunto. Con alcune sono impotente, con altre frainteso, con altre della serie perchè insisto? Con il giusto mix divento nero come il Diavolo sul Monte Calvo, poi per forza rispondo male, bastardo ma da cattiveria pura. Il bello è poi cercare di rimediare ai danni. Occhio a 4:21 di questo brano potente. C’è sempre una luce alla fine.

Just a Dream…


Dreamscapes #1 by Howard Grill

Passeggiavamo per le vie della spensieratezza. C’erano riflessi di luce serale color grano ed eravamo colti da un attacco di ridarella isterica. Passammo sotto un porticato di uva verde e ancora piccola e lei piegò la testa da un lato e io dall’altro come fossimo capovolti. Ed esclamò ‘ehi bacio baffo mento felice!’ Fu così che mi svegliai con un lieve rigolo di annacquata commozione e capii che era quella eterna… Ricordi mai successi che il cervello ha rielaborato come scenario passato, futuro. Non è ahimè il presente. Ora mi giro e torno, provo a dormire… Forse è ancora là che mi aspetta in quello spazio di dormiveglia…

Dana…

“Io penso che l’unico evento più fortuito dell’emergere della vita sul nostro pianeta sia che attraverso le leggi puramente casuali dell’evoluzione biologica ne sia derivata una intelligenza complessa come la nostra.
Vedi l’idea stessa di una intelligenza aliena non è solo astronomicamente improbabile ma a un livello più intrinseco decisamente anti darwiniano”.

3×12, “War of the Coprophages”

Come non amare una donna del genere… Peccato sia solo fiction… Prosegue non molto serrata (causa caldo mortale) la corsa per questa serie, metà terza stagione. Apology is Policy.

Displacement

Per la via del mare bifolco in una miscela di strade connesse da staccionate di lacci emostatici, corro senza la meta perchè il due è uno intero. Volo in un campo senza contorni dove le linee che delimitano ti chiudono in spazi poco consoni. Soffocamento, smarrimento, spostamento. Perdi il suono in cui spazi neurali trovano piacere nella carne di non so chi. Troppe paranoie troppe responsabilità. Perchè non lasciare che tutto scorra? Tu trova lo schema e capirai che hai perso solo tempo.

Kickback

Il sapore di un bacio, il suo profumo è solo una eco. Fottuta memoria in una serata di cui focalizzo discorsi pregni di antica futilità. Il vento sferza il collo, rizza ogni singolo pelo. Ma al fine di tutto ciò mi resta un divano una stanza intrisa di insetticida e Daybreak nel lettore blu ray. Nient’altro. Solo una eco quel sapore… Le sinapsi non lo riproducono più… Fuori il mondo si diverte… E ciò non implica che divertono me… Sembravo felice…

Il mese che non scrivo.

Esatto. E’ uscito il Gioco che aspettavo da 5 anni. Quindi tutto il tempo lo butto lì. Diciamolo anche perchè non ho proprio una mazza da riportare, nel senso… Cioè… La vita procede viaggiando dal paradiso all’inferno come solito, parabole ascendenti e discendenti. Umore instabile. Quindi dopo un paio di mesetti di idilliaco buonumore, siamo già dalle parti del tutto a rotoli. Tornando in topic, oramai dopo la fase iniziale da nerd totale pian piano ho ripreso i contatti con il mondo. Esco di casa, vado fuori con gli amici. Così tornano le sempre sane abitudini del fine settimana. Aperitivare fino alle undici e mangiare ancora più tardi, tornare a casa che non sai se sei a casa. La sveglia del sabato nella maggioranza dei casi si manifesta da scompenso totale per il sottoscritto. E non ci devo pensare troppo perchè devo lavorare e la bolla misantropa personale è al limite, non sopporto un solo cliente e oggi arrivano a fiumi come se lo facessero apposta… Nei pochi momenti di pausa provo a mettere insieme i pezzi e inesorabilmente non solo ti rendi conto di aver fatto una marea di cazzate, ma chissà, forse hai pure fatto qualcosa di irreparabile. Devo buttare via il telefono invece di scrivere scrivere scrivere eccetera. Pazienza, vado preso in blocco e senza sconti. La serata si impasta nella nebbia e si avvita ma non ho avuto belle visioni stavolta. Così con la saliva azzerata il riprendere la giornata ha un peso specifico indicibile. Ho due strade. O mi avvito nel placido “malinconismo laconico” oppure esplodo, ricarico le ultime pile rimaste, tengo duro fino a oggi pomeriggio e mando a fanculo tutto e tutti. Almeno fino a stasera dove avrò un doppio compleanno. Buona giornata. Ma anche no. Comprate Diablo 3 che ci becchiamo online. 😀

Centro permanente…

Amare non significa mettere l’altro al centro…
Eccola qua un mio tipo di donna ideale. Non conformata, solitaria, con un cervello da stupro.
Amare, stare insieme, legami sono concetti superati. E forse ha ragione, abbiamo ragione. Ce ne sarebbe da dire e scrivere, indubbiamente. Ognuno ha il suo parere che sia o meno discutibile, i famosi punti di vista. Io oramai l’ho presa in persa e da circa qualche mese le cose vanno per un verso positivo e lo ammetto inaspettato. Ancora senza conclusioni all’orizzonte e stando alle mie valutazioni, non ne arriveranno. Mai. Il carattere è questo, quello che ho tra le mani, che sia mio o di qualcun’altro, basta prenderne atto. Probabilmente è questo ciò che cerco. Chissenefrega dico. Scrivo poco da queste parti ultimamente ma c’è spazio per sputare ancora delle belle parole… Magari vuote o fini a se stesse per i tanti, ma non per chi sa apprezzare e cogliere…
Iperbole, scalate, modi di dire e di fare, input, output, allegorie, micromondi. Restate sintonizzati…

Odi e canti nella ballata della valle di Zed

Dimensioni e luogo sconosciuti. Ricordo un sole pallido dove scarabei reali coprivano alcuni raggi provenienti dallo zenit. La conformazione delle nuvole stratificate lasciava un sapore di lamponi amari. Il cielo aveva un colore innaturale, come fosse un laminato di rame e colori caldi che rimbalzavano pennellati sulla volta un tempo celeste. Una pianta nel sentiero. Praline di frutta candita. Lo zucchero era scivolato via riflesso da acini ambrati a testimonianza di una grande civiltà. Lapidi rovine e rovi. Sassi e scritture incomprensibili per la mia piccola mente. Volto lo sguardo. Un giardino con il recinto di ferro battuto, entrai seguendo il suono di tanti campanellini simpatici. La distesa di erba e prati si perdeva così a vista d’occhio. Il muschio ora riempiva le narici, volando senza accorgermene ero già a riposare sulle scalinate di in tempio buddista. Pace, quiete, silenzio. Odor di rarefatto miele, foglie di ginepro, acqua bianca che scorreva da una sorgente pura. Oro, legno consunto e cartongesso. Geometrie di eoni basate sulla saggezza e il sapere del mondo. Mal di cuore. Echi orientali. Suoni di preghiere catartiche. Spirito smarrito nella sua quiete. Ora giorno e notte non avevano più significato…