Tron Legacy recensione

E via che è andato il primo film del 2011. Piccola premessa, Tron del 1982 resta per me un filmettino diventato di culto (per il pubblico) solo per le tecnologie visive realmente rivoluzionarie per l’epoca. Ad ogni modo ammetto come sia stato importante per il mondo del cinema. Frammentato e oscuro in origine, era un pò arduo pensare che il seguito arrivato dopo quasi trent’anni centrasse le aspettative create negli ultimi mesi. Legacy è maestoso, dalla capacità espressiva indiscutibile. Da buon appassionato, non posso far altro che inchinarmi al lavoro svolto. La “griglia” arriva in tutto il suo fascino freddo e digitale, carico di citazioni e in grado di raccogliere in pieno l’eredità del passato. Le avvisaglie di un film senza mordente arrivano ben presto, nella porzione iniziale con l’introduzione del figlio di Flynn, cui il padre è sparito nel cyberspazio videoludico da lui creato anni prima. Una ovvia forzatura per compensare chi non si è visto il precedente episodio, necessaria se vogliamo, capace di ingolfare il ritmo usata in questo modo. Il film sostanzialmente decolla una volta dentro l’universo, per poi (ri)perdersi dopo poco. Un paio di sequenze di combattimenti con i dischi, corse e fughe con le immancabili moto, qualche cazzottone a tradimento, sbordatine new-age, finale telefonatissimo. That’s all. Nel complesso il plot ha la forza della scoreggia di un topo morto, senza colpi di scena e lascia (volutamente) tante cose senza un perchè. L’alone di mistero sulle sfacettature del cyberspazio possono anche starci, lasciando quindi allo spettatore come riempire le varie lacune, se mai ne avesse voglia. Purtroppo pesa lo scarso delineamento dei personaggi comprimari, che arrivano e spariscono, senza lasciare traccia. Neanche i protagonisti comunque se la cavano degnamente. Non si può incolpare ne la produzione, ne il regista. Tron Legacy è un film per il mercato di massa e a volte penso come ci prendono seriamente (evidentemente) per lobotomizzati. Meglio lasciarsi cullare dal contrappunto musicale fornito dai Daft Punk in evidente stato di grazia, essenzialmente agevolati in un film tecnologico come questo, oppure uscire dalla sala con un completo senso di soddisfazione? Diventa sempre più difficile. Riassumendo Legacy è scontata evoluzione del Tron 1982, peccato che allora la tecnologia aveva detto la sua e lo ha rilegato a film di culto. More of the same? Oggi il panorama è ben diverso. Divertente? A qualcuno andrà lo stesso bene. Francamente a me va stretto. Poteva essere un film memorabile. Ma come detto non lo si è creduto necessario. Grazie lo stesso, Disney. Appunto conclusivo, hanno rotto il cazzo con il 3D. Continuano a forzare le visioni, in zona reggio/modena non esiste in 2D. Solo 3D. Direte, beh dove sta il problema? Presto detto, già di suo è un film “dark”, con gli occhiali diventa talmente buio da rendere ardua la normale visione. L’effetto stereoscopico praticamente inutilizzato. Mi chiedo per quanto andremo avanti con questa porcheria.

2 commenti su “Tron Legacy recensione”

  1. La cosa assurda, Dox, è che Tron Legacy è il secondo film uscito ad essere stato girato in 3D nativo dopo Avatar. Non è manco stato convertito.

  2. Sì mi sembrava di averlo letto in qualche preview. Quello che continuo a sostenere è l’effettiva utilità e l’imposizione della distribuzione che secca. In teoria dal 5 arriva in 2D, ok, ma in Emilia Romagna ha 4 sale (fonte ANEC). 4 sale?!?!?!!? Avessi la scelta nessun problema. In TL non è capitato soltanto a me che ne abbia reso più difficoltosa la visione.

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