EVA recensione

Tra le ultime uscite nei paraggi vi consiglio di non perdere EVA o riservarlo per visione futura (peccato per la distribuzione che praticamente non esiste, uscito lo scorso 31 Agosto, almeno così dovrebbe essere stato in Italia), a patto di essere fan della fantascienza. Ho sempre apprezzato in questo genere un approccio verso spunti di riflessione e qui nello specifico sul rapporto uomo/macchina, le emozioni che possono avere e come replicarle. Sorretto da una solida narrazione come il passato che riaffiora e l’analisi introspettiva tra i protagonisti. Siamo tra le parti di A.I. di Spielberg, ma con un tocco fondamentalmente più raffinato e meno strappalacrime. In Spagna (dove è stato prodotto con poco più di 5 milioni di euro) ha raccolto 3 Premi Goya e il regista Kike Maíllo è stato iniziato alla settima arte da un “certo” Guillermo del Toro. Originale e geniale allo stesso tempo il sistema di costruzione della personalità dei robot, lo stile molto retrò nonostante siamo nel 2041 e la capacità di ribaltare a sorpresa le prospettive, lo elevano a piccolo gioiello. Che cosa vedi quando chiudi gli occhi?

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